Con Pratiche di ascolto obliquo, la decima edizione di Parade Électronique sviluppa la direzione tracciata da Omnia quae audire possat, tema dell’intera stagione di MMT Creative Lab. L’ascolto si presenta come un campo aperto, dove le forme riconoscibili convivono con ciò che affiora nelle soglie tra linguaggi, pratiche e dispositivi. Da questa disposizione nasce uno sguardo critico sul rapporto tra suono, spazio, tecnologia e presenza.

 

«È una stagione della curiosità, aperta a generi musicali differenti con un unico comune denominatore: l’elettronica. Uno sguardo contemporaneo su musiche che continuano a interrogare il significato del suono oltre i cliché e le tendenze, attraverso esperienze diverse anche dal punto di vista geografico e generazionale», afferma Walter Prati, presidente di MMT Creative Lab.

 

L’obliquità definisce l’angolo da cui la rassegna costruisce il proprio programma. Le proposte vengono disposte secondo tensioni, risonanze e slittamenti di prospettiva, attraversando composizione, ricerca elettroacustica, improvvisazione, performance e linguaggi emersi dalle scene più recenti. Ogni accostamento apre una diversa lettura delle pratiche coinvolte e rende percepibili continuità, fratture e genealogie che una classificazione lineare lascerebbe in ombra. A dieci edizioni dalla sua nascita, Parade Électronique riconosce nella trasformazione una parte essenziale della propria identità. Il suo campo d’indagine si sposta insieme alle musiche che incontra, accoglie nuovi lessici e rilegge le proprie traiettorie alla luce delle mutazioni del presente. Pratiche di ascolto obliquo restituisce questa attitudine: un ascolto capace di cambiare posizione e una programmazione che trova coerenza nel movimento, nella precisione degli accostamenti e nella curiosità verso ciò che ancora sfugge a definizioni stabili.

Con Pratiche di ascolto obliquo, la decima edizione di Parade Électronique sviluppa la direzione tracciata da OMNIA QUAE AUDIRE POSSAT, tema dell’intera stagione di MMT Creative Lab. L’ascolto si presenta come un campo aperto, dove le forme riconoscibili convivono con ciò che affiora nelle soglie tra linguaggi, pratiche e dispositivi.

 

Da questa disposizione nasce uno sguardo critico sul rapporto tra suono, spazio, tecnologia e presenza.

 

«È una stagione della curiosità, aperta a generi musicali differenti accomunati dall’impiego dell’elettronica. Uno sguardo contemporaneo su musiche che continuano a interrogare il significato del suono oltre i cliché e le tendenze, attraverso esperienze diverse anche dal punto di vista geografico e generazionale», afferma Walter Prati, presidente di MMT Creative Lab.

 

L’obliquità definisce l’angolo da cui la rassegna costruisce il proprio programma. Le proposte vengono disposte secondo tensioni, risonanze e slittamenti di prospettiva, attraversando composizione, ricerca elettroacustica, improvvisazione, performance e linguaggi emersi dalle scene più recenti. Ogni accostamento apre una diversa lettura delle pratiche coinvolte e rende percepibili continuità, fratture e genealogie che una classificazione lineare lascerebbe in ombra. A dieci edizioni dalla sua nascita, Parade Électronique riconosce nella trasformazione una parte essenziale della propria identità. Il suo campo d’indagine si sposta insieme alle musiche che incontra, accoglie nuovi lessici e rilegge le proprie traiettorie alla luce delle mutazioni del presente. Pratiche di ascolto obliquo restituisce questa attitudine: un ascolto capace di cambiare posizione e una programmazione che trova coerenza nel movimento.