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De Profundis

tratto dal 'De profundis' di Oscar Wilde
adattamento e riduzione di Claudio Marconi

regia e allestimento: Claudio Marconi

con: Claudio Marconi, voce recitante
musiche: Matteo Pennese

musicisti in scena:
- Matteo Pennese (cornetta, computer processing, sound objects)
- Walter Prati (violoncello, computer processing)

De Profundis è il titolo, attribuito all’atto della pubblicazione, di una lunga lettera privata che Oscar Wilde, detenuto per omosessualità nel carcere di Reading, scrive nei primi mesi del 1897 a colui che egli ritiene il principale responsabile della tragedia che lo ha colpito: il suo giovane amante Bosie (al secolo Lord Alfred Douglas).
Dopo due anni di carcere e soltanto al termine della detenzione (19 maggio 1897), tramite il suo fedele amico e futuro curatore letterario Robbie Ross, Wilde riesce a far pervenire la missiva al destinatario che la distrugge dopo averne scorse poche righe. Illudendosi forse, considerata la natura personale del messaggio, di avere tra le mani l’originale.
Non è così. Ross gli ha inviato una copia e conserverà gelosamente il documento per affidarlo poi, nel 1909 (otto anni dopo la morte dell’autore), al British Museum di Londra, sotto espressa condizione che esso non venga reso pubblico prima che sia trascorso mezzo secolo.

Il tutt'altro del giorno in cui si opera - The Antipodes of diurnal industry

About ‘Il tutt’altro del giorno in cui si opera - The Antipodes of diurnal industry’

Inside ‘The end of the world, contribution to the analysis of the cultural apocalypses’ by Ernesto De Martino (one of the most important italian anthropologist), there’s an astonishing definition of the night: il tutt’altro del giorno in cui si opera.
We don’t know if the english translation -The Antipodes of diurnal industry- renders all the different shades of the italian meaning.
But our work is definitely about the nocturnal zone.
We mean it as a kind of magical Tarkovsky zone, where we can only find traces, consequencies of something that has already happened.
Swarmings, false immobility, a slow, endless unraveling.
A typical women’s gesture, daily and ancestral at the same time, unties the temporal flux.

(Matteo Pennese)

Opera commissionata dall’University of the Pacific, Stockton (California, Usa) e data in prima assoluta nell’ottobre 2009, combina audio e video attraverso una specifica programmazione software degli intrecci interattivi.
Il titolo è tratto da una frase contenuta nel libro ‘La fine del mondo. Contributo all’analisi delle apocalissi culturali’ di Ernesto De Martino. Essa viene utilizzata dall’antropologo per definire ‘la notte’.
Ed è dunque opera che riguarda la notte, o meglio la zona notturna. Intesa nel senso magico della zona tarkovskiana, dove possiamo reperire solo tracce, scie. È un’opera sulle conseguenze di qualcosa che è già accaduto; l’ombra sta già per calarsi.
Brulichio, falsa immobilità, un lento, incessante lavorìo.
Un tipico gesto femminile, quotidiano e ancestrale allo stesso tempo, scandisce il flusso temporale.


Matteo Pennese: cornetta, computer processing, programmazione, video
Antonella Bersani: video
Walter Prati: violoncello, computer processing

The Universe

Xabier Iriondo: various instruments and electronic
Elio Marchesini: percussions
Matteo Pennese: cornet and electronic
Walter Prati: cello and electronic
Paolo Tofani: TriKanta guitar, santur and electronic
Arup Kanti Das: tablas and percussions

Lumen 3 - Suono, buio, sento

Musica di Walter Prati
Testi di Giuliano Corti
Regia olfattiva di Stefano Bader

Un’opera di teatro musicale interamente al buio, dove musica elettronica e voce narrante in multifonia vengono diffusi insieme a profumi e fragranze.
Un percorso immaginifico e polisesnsoriale dove ascolto puro e olfatto guidano l’immaginazione dello “spettatore del nulla”.
Catalogo dello spettacolo disponibile su Cd Auditorium

Progetto Stockhausen

It
Il progetto Stockhausen è stato prodotto dalla Fondazione MM&T tra il 1995 e il 1998 grazie al sostegno del Teatro alla Scala, che in quel periodo, produceva ogni anno una serie di brani del compositore tedesco. Di questa produzione fanno anche parte Mantra ( Antonio Ballista e Bruno Canino ai pianoforti) ed una versione per strumenti elettronici dei Tierkreis.
L’elettronica analogica utilizzata da Stockhausen al tempo della composizione dei brani è stata fedelmente “riprodotta” digitalmente negli anni ’90 con la workstation digitale MARS prodotta dall’azienda italiana IRIS ed attualmente con patch realizzati con MaxMSP o con la workstation Kyma.

K. Stockhasen - Mikrophonie I
Per
Tam Tam
2 percussionisti
2 microfonisti
2 esecutori ai filtri

K. Stockhausen – Solo
Per strumento melodico ed elettronica
Maurizio Ben Omar, Tam tam e vibrafono

esecutori:
Matteo Pennese, elettronica
Massimo Mariani, elettronica
Maurizio Pisati, elettronica
Walter Prati, elettronica
Simonetta Sargenti, revisione schema esecutivo

delle acque

it
Delle acque è da intendersi sì come omaggio -forse irriverente- verso la straordinaria visionarietà di Leonardo da Vinci, ma è anche indagine sulla possibilità di traslare nell’ambito di un progetto artistico studi, verifiche, sperimentazioni sugli stati rispettivamente di evoluzione e conservazione di un materiale audio-visivo sottoposto alle tensioni della temporalità.
en
About water is a (perhaps irreverent) tribute to the extraordinary vision of Leonardo da Vinci, and also a study of the possibility of taking analyses, assessments and experimentations on the evolution and conservation of an audio-visual material that has undergone the test of time and bringing them into the context of an artistic project.

Antonella Bersani: video
Elena Casoli: acoustic and electric guitar
Matteo Pennese: video, music, trumpet, live electronic and software development
Walter Prati: music, cello and live electronic
media: Dvd video - Auditorium Editions

Perché le foglie sono suoni…: un tempo per Scelsi

it
Musiche e improvvisazioni di Elio Martusciello, Matteo Pennese, Walter Prati, Giancarlo Schiaffini, Silvia Schiavoni su testi di Giacinto Scelsi.
Progetto realizzato grazie al contributo della Fondazione Isabella Scelsi
en
Music and improvisations by Elio Martusciello, Matteo Pennese, Walter Prati, Giancarlo Schiaffini, Silvia Schiavoni. Texts by Giacinto Scelsi.

Silvia Schiavoni: voice
Giancarlo Schiaffini: trombone
Walter Prati: cello, electronic

media: Cd - Auditorium



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