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	<title>MM&#38;T blog</title>
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	<description>Musica Musicisti &#38; Tecnologie</description>
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		<title>Un concerto &#8220;esperienziale&#8221;</title>
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		<pubDate>Tue, 27 Mar 2012 10:09:01 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Art, Music and Technology]]></category>

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		<description><![CDATA[L&#8217;opera Timber di Micheal Gordon, in programma al teatro Puccini il 26 marzo per il festival Sentieri Selvaggi, e&#8217; qualche cosa di più di una performance musicale. Talmente oltre che ho trovato difficoltà nel seguire la musica da una poltrona di fronte ad un palcoscenico. Non che ci fosse da ballare, ma non credo neppure di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>L&#8217;opera <strong>Timber</strong> di <strong>Micheal</strong> <strong>Gordon, in </strong>programma al teatro Puccini il 26 marzo per il festival <strong>Sentieri Selvaggi</strong>, e&#8217; qualche cosa di più di una performance musicale. Talmente oltre che ho trovato difficoltà nel seguire la musica da una poltrona di fronte ad un palcoscenico. Non che ci fosse da ballare, ma non credo neppure di aver partecipato a un ascolto il cui interesse primo fosse il &#8220;vedere&#8221; un concerto. Interessante e coinvolgente la gestione del suono sia acustico che elettronico. Tanto più coinvolgente e interessante quanto più l&#8217;esperienza uditiva poteva essere svincolata da un vedere piuttosto privo di interesse (beninteso, non per responsabilità di qualcuno piuttosto per una oggettiva realtà). Ecco, quindi, che le poltrone di un teatro, il palcoscenico  e l&#8217;idea di un light design mi sono apparse in opposizione a questa necessita&#8217; dell&#8217;ascolto quale percezione fondante dell&#8217;immaginario. Quale può essere la paura nel lasciare l&#8217;esistenza della nostra immaginazione in balia totale dell&#8217;orecchio? Perché continuare a negare la priorità definitiva dell&#8217;ascolto nell&#8217;esperienza musicale? Ma siano consapevoli della centralità del suono nell&#8217;esistenza della singola umanità?</p>
<p>Del resto quando Gordon, durante la presentazione, paragonava la sua musica ad un ambiente e non a un racconto, invitava l&#8217;audience a vivere l&#8217;esperienza dello spazio in se&#8217; (forse una casa?) e non controllarene i dettagli o verificarne le dimensioni.  Certo e&#8217; che oggi, saper ascoltare, rimane purtroppo un privilegio non così diffuso.</p>
<p>Sarebbe importante, per tutti,  un confronto di ascolto sincero.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Walter Prati</p>
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		<title>L&#8217;ordine dei 28 suoni, ripensare la musica oggi</title>
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		<pubDate>Sun, 11 Mar 2012 15:36:36 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Art and Society]]></category>
		<category><![CDATA[Art, Music and Technology]]></category>
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		<description><![CDATA[L&#8217;ordine dei 28Suoni L&#8217;ordine dei 28 suoni è una piccola tesi inerente alla &#8220;necessità&#8221; di ripensare e di reinterpretare la musica fino a qui prodotta nel corso della storia. In ordine temporale il passo più breve è un altro possibile &#8220;ascolto&#8221; della nostra musica più recente; un &#8220;altro ascolto&#8221; più volte auspicato da Luigi Nono, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.mmt.it/blogMMT/wordpress/wp-content/uploads/2012/03/28Suoni.pdf">L&#8217;ordine dei 28Suoni</a></p>
<p>L&#8217;ordine dei 28 suoni è una piccola tesi inerente alla &#8220;necessità&#8221; di ripensare e di reinterpretare la musica fino a qui prodotta nel corso della storia. In ordine temporale il passo più breve è un altro possibile &#8220;ascolto&#8221; della nostra musica più recente; un &#8220;altro ascolto&#8221; più volte auspicato da Luigi Nono, da John Cage e, nel passato meno recente, da Hermann Scherchen per arrivare, ad ascolti non solo musicali, con Jung, Freud, Nietzshe, Cristo, il Budda, Socrate. Presto troverete la tesi completa.</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>All&#8217;Improvviso</title>
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		<pubDate>Mon, 24 Oct 2011 11:19:01 +0000</pubDate>
		<dc:creator>walterprati</dc:creator>
				<category><![CDATA[Art, Music and Technology]]></category>
		<category><![CDATA[art]]></category>
		<category><![CDATA[improvise music]]></category>
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		<description><![CDATA[Se, all’improvviso, qualcosa si manifesta, sia esso un suono, un colore, un’ immagine oppure una persona, la nostra percezione rimane scossa: accade qualcosa di non previsto e che non rientrava nei nostri “piani comportamentali”. Questa destabilizzazione può scatenare reazioni di sconcerto, sorpresa, divertimento, paura, interesse e così via; reazioni emotive che colpiscono nel profondo la nostra mente e che segnano il nostro [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Se, all’improvviso, qualcosa si manifesta, sia esso un suono, un colore, un’ immagine oppure una persona, la nostra percezione rimane scossa: accade qualcosa di non previsto e che non rientrava nei nostri “piani comportamentali”. Questa destabilizzazione può scatenare reazioni di sconcerto, sorpresa, divertimento, paura, interesse e così via; reazioni emotive che colpiscono nel profondo la nostra mente e che segnano il nostro stato interiore nell’immediato succedere. L’origine dell’improvvisazione sta proprio in questo meccanismo, che agisce sulla parte interiore di ciascuno di noi. Nel mondo musicale, da sempre, l’ improvvisazione è servita per donare momenti di sorpresa all’interno di strutture note (i temi nella musica di tradizione orale o l’intero brano nella musica “scritta”). Dall’improvvisazione barocca fino alle cadenze romantiche e oltre; dalle variazioni estemporanee di canzoni<br />
famose, tipiche dell’improvvisazione jazzistica, agli stilemi del rock; dai ragas della musica indiana alle improvvisazioni modali della<br />
musica sarda passando attraverso tutto il Medio Oriente e l’Africa del Nord e l’Africa sub sahariana, senza dimenticare tutte le variazioni ritmiche e melodiche delle musiche, indigene e non, dell’America Latina e di tutte le tradizioni popolari. Improvvisazione che crea attesa e attenzione, che mette in mostra la qualità del musicista. Improvvisazione così malauguratamente lontana dalla mentalità della maggior parte dei “compositori” che la considerano “abdicazione” del proprio pensiero.<br />
Con tutta questa storia alle spalle, che è storia dell’umanità, oggi improvvisare può significare qualche cosa in più.<br />
Permette di attraversare i diversi territori della musica con la freschezza e la curiosità tipica del viaggiatore. Certamente occorre un<br />
bagaglio (tecnico) completo e leggero; molta curiosità e umiltà. L’arroganza del ‘turista da viaggio organizzato’ viene punita<br />
inesorabilmente. Il musicista che improvvisa, credendo che sia sufficiente far correre le dita sulla tastiera, rivela povertà<br />
interiore e ignoranza consistente. Allo stesso modo chi crede a una musica superiore a un’altra, confonde il valore della proprietà tecnica con il valore che ha, per la vita dell’uomo, la musica stessa.<br />
In questa visione policentrica tra musiche diverse, tra tecniche differenti il vero punto comune rimane il suono in sé sia come fenomeno<br />
fisico sia come metafora generativa della vita e del pensiero. L’ attacco, il timbro, la forma d’onda, il decadimento sono tutti elementi<br />
che combaciano perfettamente con i tempi di tutto ciò che conosciamo come “esistente”. Le musiche possono rimanere differenti ma la<br />
caratteristica del suono può essere il collante, la lingua comune, il traduttore universale dell’esperienza interiore della musica.<br />
Improvvisare significa comporre istantaneamente utilizzando i suoni liberandoci, volendo, da schemi precostituiti oppure utilizzandoli in piena libertà. Improvvisare, oggi, ci permette di essere musicisti e uomini migliori, capaci di affrontare linguaggi differenti, pronti<br />
prima di tutto ad ascoltare, capire che il nostro silenzio può essere musica migliore di mille note suonate senza consapevolezza, di “essere” sempre quella nota, quel timbro, quella pausa e mai dimenticare che insieme a noi suonano altre note, altri timbri e altre pause importanti quanto le nostre. Il momento del confronto, circa le diverse esperienze nel mondo dell’improvvisazione, permette di affinare queste capacità di ascolto e progettualità istantanea. E’ un contributo al benessere collettivo (benché siano in pochissimi a capirlo e ad esserne consapevoli) ed è una forte testimonianza che cambiare si deve e si può.</p>
<p><a href="http://www.mmt.it/blogMMT/wordpress/?p=258"><em>Click here to view the embedded video.</em></a></p>
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		<title>Posticipato Free Improviser Challenges</title>
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		<pubDate>Tue, 18 Oct 2011 00:48:23 +0000</pubDate>
		<dc:creator>walterprati</dc:creator>
				<category><![CDATA[Art, Music and Technology]]></category>

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		<description><![CDATA[Vogliamo allargare la base di partecipazione  al Free Improviser Challenges, sia come numero di partecipanti sia come supporto organizzativo e di visibilità. Per questo motivo Posticipiamo l&#8217;iniziativa alla prossima primavera (presumibilmente nel mese di marzo 2012). Prima di fare ciò ci siamo consultati con i grandi della cultura&#8230;]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Vogliamo allargare la base di partecipazione  al Free Improviser Challenges, sia come numero di partecipanti sia come supporto organizzativo e di visibilità. Per questo motivo Posticipiamo l&#8217;iniziativa alla prossima primavera (presumibilmente nel mese di marzo 2012). Prima di fare ciò ci siamo consultati con i grandi della cultura&#8230;</p>
<p style="text-align: center"><a href="http://www.mmt.it/blogMMT/wordpress/wp-content/uploads/2011/10/BERLINO9870-e1318898760225.jpg"><img class="size-large wp-image-252 aligncenter" src="http://www.mmt.it/blogMMT/wordpress/wp-content/uploads/2011/10/BERLINO9870-682x1024.jpg" alt="" width="409" height="614" /></a></p>
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		<title>Free Improvisers Challenges</title>
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		<pubDate>Tue, 27 Sep 2011 17:19:11 +0000</pubDate>
		<dc:creator>walterprati</dc:creator>
				<category><![CDATA[Art and Society]]></category>
		<category><![CDATA[Art, Music and Technology]]></category>

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		<description><![CDATA[Free Improvisers Challenges è, prima di tutto, un&#8217;occasione per trovare e ritrovare tutti i musicisti interessati all&#8217;improvvisazione. Non abbiamo vincoli estetici, lo scopo primario e ri-costruire una comunità che il degrado culturale, sociale ed intellettuale ha frantumato nel corso degli ultimi venti anni. Non vogliamo rassegnarci! Come musicisti che credono nell&#8217;importanza sociale del suono, della [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Free Improvisers Challenges</strong> è, prima di tutto, un&#8217;occasione per trovare e ritrovare tutti i musicisti interessati all&#8217;improvvisazione. Non abbiamo vincoli estetici, lo scopo primario e ri-costruire una comunità che il degrado culturale, sociale ed intellettuale ha frantumato nel corso degli ultimi venti anni.<br />
Non vogliamo rassegnarci!<br />
Come musicisti che credono nell&#8217;importanza sociale del suono, della comporre e suonare insieme e della necessità di offrire la musica alla nostra città lanciamo questa iniziativa. <strong>Il 25, 26 e 27 novembre 2011</strong>, come annunciavamo nelle news, stiamo organizzando una sfida di improvvisazione.<br />
Il luogo sarà il <strong>Teatro Arsenale</strong> e sarà messo a disposizione dei partecipanti un impianto audio al quale si potrà accedere attraverso un ingresso microfonico oppure di linea o ancora con D.I. box. Pertanto c&#8217;è completa libertà strumentale, dal singolo strumento acustico alla strumentazione elettronica.<br />
Ciascun partecipante avrà a disposizione al massimo una ingresso L&amp;R.<br />
Ogni concorrente si confronterà con un &#8220;collega&#8221; in una sfida a due che dovrà avere carattere dialogico, si dovrà quindi, improvvisare insieme.<br />
Il tema dell&#8217;improvvisazione verrà dato dall&#8217;arbitro che introdurrà con un incipit strumentale a sua completa discrezione, su cui i contendenti si misureranno,  ma liberi nel prosieguo di condurre l&#8217;improvvisazione anche su percorsi estetici differenti.</p>
<p>Tempo massimo previsto 6 minuti.<br />
Alla fine della performance il pubblico voterà la migliore e, di conseguenza, il vincitore passerà al turno successivo, mentre il perdente farà parte dell&#8217; ensemble che, alla fine della serata si esibirà in una improvvisazione collettiva.<br />
È quindi un vero e proprio torneo al termine del quale il vincitore sarà colui che, meglio di altri, avrà saputo interpretare i diversi &#8220;ambienti musicali&#8221; che gli si proporranno.<br />
Il vincitore, oltre ad una immancabile targa in metallo massiccio e preziosissimo, nonché al titolo di <strong>IMPROVISATOR 2012</strong>, avrà l&#8217;opportunità di una esibizione come solista dell&#8217;ensemble degli sconfitti.</p>
<p>Nel concerto conclusivo, al pubblico avrà la possibilità di stabilire la migliore performance fra L&#8217;ORCHESTRA DEGLI SCONFITTI e IMPROVISATOR 2012.</p>
<p>L&#8217; adesione avviene attraverso l&#8217;e-mail di contatto di MMT, specificando nel campo del &#8216;messaggio&#8217; «Imrovvisator 2011». Riceverete indicazioni per completare la procedura di iscrizione nella mail di risposta.<br />
Il costo di partecipazione è di 30 € per ciascun musicista.<br />
Il costo di iscrizione sarà utilizzato esclusivamente per coprire i costi vivi del teatro, SIAE e organizzazione delle serate.</p>
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		<title>Nuovi modi &#8211; New Way</title>
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		<pubDate>Mon, 08 Aug 2011 17:41:27 +0000</pubDate>
		<dc:creator>walterprati</dc:creator>
				<category><![CDATA[Art, Music and Technology]]></category>
		<category><![CDATA[azione musicale]]></category>
		<category><![CDATA[musica]]></category>
		<category><![CDATA[pensiero]]></category>
		<category><![CDATA[suono]]></category>

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		<description><![CDATA[C&#8217;è un modo nuovo, quanto meno non consueto e stereotipato, di intendere la musica nel suo complesso? Forse nuovo no, ma certamente dimenticato. La storia di questo ultimo secolo ha preso decisamente il sopravvento sui significati che la musica è stata, da sempre, portatrice. Significati che non sono andati persi ma dimenticati. La ragione della [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>C&#8217;è un modo nuovo, quanto meno non consueto e stereotipato, di intendere la musica nel suo complesso? Forse nuovo no, ma certamente dimenticato. La storia di questo ultimo secolo ha preso decisamente il sopravvento sui significati che la musica è stata, da sempre, portatrice. Significati che non sono andati persi ma dimenticati. La ragione della musicologia, della necessità di catalogare, di ordinare, di seguire i processi della stroria nel suo complesso, hanno dettato il passo del significato della musica e del suono nei confronti del vivere quotidiano. In qualche modo hannoi lasciato libero il campo dell&#8217;animo comune all&#8217;imperialismo dell&#8217;intrattenimento commerciale che occupa tutto ciò che fa presagire un minimo spiraglio di interesse economico. Riusciremo a ritrovare le importanti ragioni del suono?<br />
Cominciare a parlarne, ospitare considerazioni può essere il primo passo, vedremo insieme il secondo&#8230;</p>
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		<title>We&#8217;re coming back…</title>
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		<pubDate>Thu, 14 Jul 2011 15:36:26 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Administration]]></category>

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		<description><![CDATA[MM&#38;T sta tornando; un nuovo sito ed un nuovo blog… a presto! MM&#38;T is coming back; a new site and a new blog… stay tuned!]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>MM&amp;T sta tornando; un nuovo sito ed un nuovo blog… a presto!</p>
<p><em>MM&amp;T is coming back; a new site and a new blog… stay tuned!</em></p>
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