Ciao a Tutti,
innanzi tutto mi scuso per l’assenza ma è stato veramente un periodo complicato.
Vediamo di rimediare.
Assieme a Stefano Lazzari abbiamo elaborato una proposta da sottoporvi per quanto riguarda la cartolina acustica dedicata al mare.
Prendendo le mosse dall’idea delle onde proposta da Alberto, Domenico e Danilo abbiamo immaginato di effettuare una sorta di “racconto sonoro” di una barca/nave che dalla riva prende il largo dove incontrerà una tempesta e il successivo naufragio.
Questo è lo spunto di base, semplice, banale se volete, ma che, secondo noi, può rivelarsi assai stimolante.
In pratica si tratterebbe di una mini-suite composta di tre ambienti sonori differenti e ben caratterizati: la riva, la tempesta/naufragio e l’ambiente subacqueo. A noi spetterebbe il compito di riprodurre questi ambienti e, chiaramente, sarebbe bello affidare a Evan Parker la parte solistica e cioè di interpretare la nave. Previo consenso.
Ecco una bozza di massima senza dettagli:
INIZIO (spiaggia/molo):
Ambiente sonoro: onde calme e regolari che si infrangono sulla battigia e suoni tipici di una spiaggia (versi di uccelli marini ecc.).
Indicazioni comportamentali: riproduzione delle onde tramite dei glissando effettuati, nel registro medio basso degli strumenti, con una una doppia forcella (pp < mf > pp); accentazione dei suoni e al culmine della forcella/onda; suoni di percussioni/elettronica per imitare il rumore dei sassi, conchiglie sfregamenti delle pelli per suoni sulla sabbia. Ance e bocchini possono imitare il suono dei gabbiani. Il tutto guidato dai batteristi che con i mallets effettueranno un tremolo sui piatti che fornirà la base e il respiro a cui fare riferimento, magari facendo una sorta di conduction. Gli ingressi degli strumenti saranno graduali. Questa è la parte più difficile in quanto bisognerebbe cercare di suonare il più possibile insieme per creare delle onde regolari. Da approfondire.
PARTE CENTRALE (al largo e tempesta):
Ambiente sonoro: onde che gradualmente si fanno irregolari e agitate fino a sfociare in una tempesta e quindi riproduzione di questo ambiente con vento impetuoso, tuoni e “caos” generale.
Indicazioni comportamentali: i suoni tipici della spiaggia gradualmente cessano; il respiro unisono delle onde mano a mano si deve sfaldare e quindi uno dopo l’altro inizieremo a slegarci dal respiro principale e creare delle onde secondarie; stesse indicazioni comportamentali di sopra con le dinamiche che gradualmente crescono fino a portarsi ad un fff. I fiati inizieranno a imitare il vento con dei lunghi glissando portandosi gradualmente anch’essi da un mp ad un ff e da un registro medio basso al registro acuto. Al culmine della tensione via libera a clusters, colpi isolati sulle pelli, e quant’altro a riproduzione dei tuoni, scrosci di pioggia ecc. Un suono cupo, grave, costante farà da sfondo. Da approfondire.
ULTIMA PARTE (naufragio e sotto il mare)
Ambiente sonoro: sotto il mare, l’imbarcazione è affondata, ambiente subacqueo.
Indicazioni comprotamentali: dal caos, facendo attenzione a non essere troppo bruschi, si passa a suonare via via sempre meno con pochi interventi ma significativi, dobbiamo spostarci da sopra a sotto il mare; le dinamiche collettive dovranno passare da fff a ppp fino a svanire. per stilizzare l’ambiante sott’acqua useremo suoni ovattati, lunghi con molto sustain, molto riverberati, molto diradati; uso del registro medio-basso e poi basso (estremo) degli strumenti.
Gli interventi dovranno diradarsi il più possibile per poi gradualmente cessare.
Questa è solo una bozza generale, se l’idea vi piace vi mandiamo i vari punti approfoditi con i dettagli.
E’ un po’ complessa ma credo che abbiamo tutte le carte in regola per farcela. Scrivete insulti, complimenti o quant’altro!
mattia g. – stefano l.
P.S.
Mille grazie e complimenti ad Alberto e Domenico per le cartoline eletroniche sono molto belle entrambe!
Written by mattia gregorio
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